Il cuore è un organo a forma di puzzle
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gira che ti rigira i pezzetti tornano sempre insieme come se fossero tante piccole calamite
LEGGETE LEGGETE LEGGETE
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Letteratura Italiana.
Elena Ferrante, La figlia oscura, Roma, Edizioni e/o, 2006.
Il racconto si apre al presente e procede in un continuum narrativo che non distingue presente e passato, descrizioni di fatti e pensieri intimi, discorsi diretti e monologhi interiori che si susseguono senza due punti e virgolette, senza distinzione gli uni dagli altri, nell'unico discorso della voce solista. Argomento del romanzo: la maternità. Punto nodale e principale elemento di originalità: il lato oscuro della maternità. Come già altrove l'argomento generale è quanto di più semplice si possa immaginare ma nel romanzo trova sviluppi profondi ed inaspettati: crescere i figli è principalmente ansia, sofferenza, anullamento di sè in un dispotico succedersi di richieste e desideri che schiacciano la madre fino a rubarle l'esistenza. La comparsa della co-protagonista fa emergere invece il lato più luminoso e più noto e rassicurante: quello della gioia di un figlio, del rapporto sereno complice e giocoso con esso. La giovane madre che si presenta agli occhi della protagonista assume l'identità della madre ideale, ammirata, invidiata; la sua bambina viene guardata quasi con fastidio, sempre descritta in modo sgradevole; la bambola con la quale madre e figlia giocano diventa il simbolo della maternità serena agognata dalla protagoista. la bambola diventa tramite tra madre e figlia, nella finzione del gioco essa diventa figlia "finta" di entrambe alternativamente, tramite il gioco madre e figlia "vere" si scambiano i ruoli in funzione di quella figlia "finta" mentre la protagonista naufraga in un amre di ricordi della sua maternità esasperata, figlia di altre simili maternità, che si trasmettono di generazione in generazione lo stesso malessere. Donne, figlie, madri sempre sole in comunità femminili, in conversazioni e comunicazioni solo al femminili, come a precisare che solo la comprensione è riservata solo a chi condivide la stessa condizione ; padri e maschi sempre lontani e assenti, ance nelle descrizini frettolose del mondo circostante come se fosse un delle leggi naturali che governano il cosmo. Il male oscuro chegradualmente emerge sotto le belle apparenze; fin dall'inizio, anche nelle descrizioni ambientali, anche nei particolari scenografici è messa in luce la bella apparenza che nasconde il marcio, l'oscuro, il cattivo; tutto ciò che è belo e ameno a poco a poco si fa ostile e minaccioso. Man mano che si procede nel racconto e a ritroso nei ricordi della protagoista si delinea l'idea del furto della vita da parte del figlio che siu impossessa dell'esistenza della madre con il suo egocentrismo, il figlio è una potenza dittatoriale che "condanna", costringe la madre all' "abbrutimento" dell' "addizione di quell'organismo al suo". Di qui la ricerca di comprensione e di aiuto, l'attrazione per quella comunità femmiile che sola ha accesso a quel mondo; di qui l'attrazione per quell'esempio di maternità felice e il tentativo di accedervi mettendosi in contatto con esso attraverso l'oggetto che lo rappresenta. La ricerca di riscatto, di un destino sostitutivo, non trova una soluzione, la storia si chiude su se stessa ad anello con un atto di rabia e violenza, in una rinkomposition che la lascia tutavia, paradossalmente aperta.
Lettura vivemente consigliata a madri in cerca di comprensione e a uomini che di fronte alle varie Cogne si chiedono perchè.
Ñ
LEGGETE LEGGETE LEGGETE.
LINUS è UN DISADATTATO
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
NOTIZIA CHOC
!!
M
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Oggetti transizionali: ... tutti ne abbiamo avuto uno. è quella cosa che da piccoli non abbandoniamo mai, un orsacchiotto, un giocattolo, la copertina di Linus.
il punto è che in condizioni normali il bambino deve abandonare il suo oggetto transizionale entro i tre anni al massimo. da ciò consegue che:
"Evidentemente Linus ha dei seri disturbi del comportamento"
(parole pronunciate da un'esimia neuropsiciatra infantile nella mattinata del tre febbraio durante la prima lezione di un noto master... )
APPLAUSI PREGO!