Skizofrènia

"non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"
mercoledì, 28 febbraio 2007

nuove frontiere della poesia ermetica

 

 


 

LE NUOVE FRONTIERE DELLA POESIA ERMETICA...

 


Il cuore è un organo a forma di puzzle

...................................................

Y

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gira che ti rigira i pezzetti tornano sempre insieme come se fossero tante piccole calamite

postato da: skizofrenic alle ore 11:23 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: poesia è/e vita, nuove frontiere della poesia erm
martedì, 27 febbraio 2007

attualitĂ 




gran duol, mi prese al cor quando lo 'ntesi,
però che gente di molto valore
conobbi che'n quel limbo eran sospesi


(
Inferno, IV, 43-45)


K


SOTTOTITOLO DEL SITO DELL'ASSOCIAZIONE DEI DOTTORANDI ITALIANI.

ì







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categorie: attualitĂ 
lunedì, 26 febbraio 2007

recensioni


·

FILM


Diario di uno scandalo,
Regia: Richard Eyre.

Una protagonista, l'anziana insegnante Barbara (Dench) che scrive i suoi diari. La vicenda: quella dell'arrivo alla scuola della giovane e bella insegnate di arte Sheba (Blanchett), l'amicizia tra le due donne, la relazione della più giovane con uno studente quindicenne, scoperta e conseguenze.
Tutto è mediato dalla scrittura diaristica; la voce narrante è quella di barbara o melgio della mente di Barbara che scrive il suo diario; lo stile, l'ironia, i giudizi sono quelli tipici dello stile diaristico. Da tale stile emerge la personalità cinica, dura, disillusa della protagonista (si pensi ad esempio ad una delle frasi iniziali "ai miei tempi ci si nascondeva per fumare qualche sigaretta ora i ragazzi pensano solo a cercare crack e cocaina, e lo chiamano progresso" che ci dà subito un'idea della sua visione del mondo); donna sola, repressa, amaramente ironica che fa crollare miti ed illusioni, impietosa al punto giusto per risultar eimmediatamente simpatica allo spettatore.
Con l'introbidirsi delle acque Barbare assume un aspetto sinistro, incute timore in chi pensa "cosa farei se capitasse a me".
Film bello e benfatto; interessantissimi i nessi tra rappresentazione cinematografica e diaristica, peccato per alcune cadute di stile. òla visione della solitudine è efficace ma certo non nuova, così come la ricerca morbosa dell'altro. i personaggi tendono alla stereotipia, fanno troppo quello che ci si apetta che facciano. grave pecca nella ricerca dello scabroso e dell'esplicito. Il regista avrebbe guadagnato molto dalla lezione di un Dante o di un Manzoni sulla reticenza, sull'efficacia del dire senza dire ("la sventurata rispose" "più che il dolor potè il digiuno"); tutto sarebbe risultato molto più efficace ed intrigante se mantenuto sul "forse" e nel "dubbio".

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categorie: recensioni
lunedì, 12 febbraio 2007

recensioni

LEGGETE LEGGETE LEGGETE

 §

Letteratura Italiana.

Elena Ferrante, La figlia oscura, Roma, Edizioni e/o, 2006.

Il racconto si apre al presente e procede in un continuum narrativo che non distingue presente e passato, descrizioni di fatti e pensieri intimi, discorsi diretti e monologhi interiori che si susseguono senza due punti e virgolette, senza distinzione gli uni dagli altri, nell'unico discorso della voce solista. Argomento del romanzo: la maternità. Punto nodale e principale elemento di originalità: il lato oscuro della maternità. Come già altrove l'argomento generale è quanto di più semplice si possa immaginare ma nel romanzo trova sviluppi profondi ed inaspettati: crescere i figli è principalmente ansia, sofferenza, anullamento di sè in un dispotico succedersi di richieste e desideri che schiacciano la madre  fino a rubarle l'esistenza. La comparsa della co-protagonista fa emergere invece il lato più luminoso e più noto e rassicurante: quello della gioia di un figlio, del rapporto sereno complice e giocoso con esso. La giovane madre che si presenta agli occhi della protagonista assume l'identità della madre ideale, ammirata, invidiata; la sua bambina viene guardata quasi con fastidio, sempre descritta in modo sgradevole; la bambola con la quale madre e figlia giocano diventa il simbolo della maternità serena agognata dalla protagoista. la bambola diventa tramite tra madre e figlia, nella finzione del gioco essa diventa figlia "finta" di entrambe alternativamente, tramite il gioco madre e figlia "vere" si scambiano i ruoli in funzione di quella figlia "finta" mentre la protagonista naufraga in un amre di ricordi della sua maternità esasperata, figlia di altre simili maternità, che si trasmettono di generazione in generazione lo stesso malessere. Donne, figlie, madri sempre sole in comunità femminili, in conversazioni e comunicazioni solo al femminili, come a precisare che solo la comprensione è riservata solo a chi condivide la stessa condizione ; padri e maschi sempre lontani e assenti, ance nelle descrizini frettolose del mondo circostante come se fosse un delle leggi naturali che governano il cosmo. Il male oscuro chegradualmente emerge sotto le belle apparenze; fin dall'inizio, anche nelle descrizioni ambientali, anche nei particolari scenografici è messa in luce la bella apparenza che nasconde il marcio, l'oscuro, il cattivo; tutto ciò che è belo e ameno a poco a poco si fa ostile e minaccioso. Man mano che si procede nel racconto e a ritroso nei ricordi della protagoista si delinea l'idea del furto della vita da parte del figlio che siu impossessa dell'esistenza della madre con il suo egocentrismo, il figlio è una potenza dittatoriale che "condanna", costringe la madre all' "abbrutimento" dell' "addizione di  quell'organismo al suo". Di qui la ricerca di comprensione e di aiuto, l'attrazione per quella comunità femmiile che sola ha accesso a quel mondo; di qui l'attrazione per quell'esempio di maternità felice e il tentativo di accedervi mettendosi in contatto con esso attraverso l'oggetto che lo rappresenta. La ricerca di riscatto, di un destino sostitutivo, non trova una soluzione, la storia si chiude su se stessa ad anello con un atto di rabia e violenza, in una rinkomposition che la lascia tutavia, paradossalmente aperta.

Lettura vivemente consigliata a madri in cerca di comprensione e a uomini che di fronte alle varie Cogne si chiedono perchè.

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LEGGETE LEGGETE LEGGETE.

postato da: skizofrenic alle ore 10:57 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: recensioni
domenica, 11 febbraio 2007

provini per zelig

LINUS è UN  DISADATTATO

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

NOTIZIA  CHOC

!!

M

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Oggetti transizionali: ... tutti ne abbiamo avuto uno. è quella cosa che da piccoli non abbandoniamo mai, un orsacchiotto, un giocattolo, la copertina di Linus.

il punto è che in condizioni normali il bambino deve abandonare il suo oggetto transizionale entro i tre anni al massimo. da ciò consegue che:

"Evidentemente Linus ha dei seri disturbi del comportamento"

(parole pronunciate da un'esimia neuropsiciatra infantile nella mattinata del tre febbraio durante la prima lezione di un noto master... )

APPLAUSI PREGO!

postato da: skizofrenic alle ore 12:08 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: provini per zelig

Chi sono

Utente: skizofrenic
"come un cane nella pioggia felice per le strade di quasi Natale, freddo quel tanto che basta, nessuno da salutare" Istruzioni per l’uso del blog: in questo blog parlo di me. Me è costituito da varie personalità che nascono e si presentano o mi dano la possibilità di leggere nella loro mente o di descrivere dall’esterno il mondo in cui vivono (nascita della personalità di oggi, personalità di oggi, esplorazione di personalità, appropriazione di personalità). Esiste comunque qualcosa di certo, l’unità nella varietà, qualcosa che accomuna tutti (chi sono veramente). Esiste sempre una logica ,a tutto c’è una spiegazione e un’interpretazione e spesso fornisco chiavi di lettura (chiavi, pillole di saggezza).

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