ETERNALE SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND
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Pare che sui poveri candidi pelosi minuscoli mammiferi squittenti funzioni.
Applicarla ai sapiens non sarà quindi così difficile ma...
A CHE PRO?
Cosa sarebbe di noi senza le brutte esperienze, senza il dolore, senza le scottature pese?
Tutto ha una contropartita; le disgrazie fanno male, le fortune rendono felici
MA
le disgrazie fanno crescere e maturare,
le fortune...
beh, rendono solo un po' più idioti!
quando siamo felici facciamo un'espressione ebete non pensiamo più a nulla
vediamo il mondo stupidamente rosa e perdiamo il senso della realtà.
Quando soffriamo
almeno
siamo persone serie e reattive;
è solo nei momenti di dolore che si attivano
la comprensione,
la volontà,
la creatività...
Uno che non ha mai sofferto è e può essere solo
UNA PERSONA PESSIMA.
VUOTA.
INUTILE.
Ma provate ad immaginarvelo: uno che non ha mai visto morte, vecchiaia, malattia, sofferenza...
tipo il principe Siddartha che esce per la prima volta dal suo palazzo ma più stupido.
Uno che non ha mai litigato o visto litigare, che non ha mai affrontato una separazione, mai sperimentato la mancanza, l'insufficienza, la solitudine...
MA CHE CA**O DI PERSONA E'????
Uno al quale non puoi parlare di nulla, che non può comprendere nulla, che di fronte all'angoscia di chi vede un proprio caro malato può dire solo "Beh ma perchè non lo porti in un centro specializzato?" che di fronte alla disperazione di un figlio che vede il proprio padre che non lo riconosce perchè l'alzheimer lo sta azzerando dice con la massima naturalezza "ma perchè non lo metti in un ospizio?"
AAAAARRRRGGHHHHH!!!!
F€€€€
Scïenza, vattene,
Co' tuoi conforti!
Ridammi i mondi
Del sogno e l'anima!
(Emilio Praga, La lezione di anatomia)
LE NUOVE FRONTIERE DELLA POESIA ERMETICA 3
Vita.
Il vasino di Pandora.
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FILM
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Ferznan Ozpetek, Saturno contro.
Le tematiche sono le stesse di sempre, quelle che non passano mai di moda: l'amore, come sempre in Ozpetek, in tutte le sue possibili forme (etero e omosessuale, coniugale, fraterno...), il tradimento, la separazione, la morte. Trattate con una certa (anche se non totale) originalità. Ozpetek è a mio avviso un regista raffinatio molto attento ai particolari: l'amante che compare sullo sfondo di enormi vasi di rose rosse universalmente simbolo di passione, con una sigaretta tra le dita caratteristica della Femme fatale, in antitesi con la moglie, l' "angelica" (di nome e di fatto) e salutista Margherita Buy; le parole in lingue straniere che riempiono i silenzi, quasi a sottolineatre l'elemento della diversità, dell'incomunicabilità/comunicabilità; l'elemento ripetuto del seguire silenziosamente qualcuno, a sottolineare il ruolo di comando della donna sull'uomo nella sequenza in cui Accorsi segue la Ferrari nel loro nido d'amore, o la rasseganata passività degli amici che seguono l'inservienete dell'obitorio. Bravi gli attori, anche se forse più quelli dei cammei come la matrigna ex parrucchiera Lunetta Savino che rende alla perfezione la pratica semplicità terra terra Milena Vukotic che discute di droghe facendo l-uncinetto o Filippo Timi marito balbuziente e gerontofilo; brava al solito la Buy, ma sempre quella, Accorsi rende perfettamente l'idea del marito al quale spaccheresti la faccia ma forse non è un ruolo.
bc