Skizofrènia

"non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"
mercoledì, 27 giugno 2007

poesia è/e vita


SULLA NECESSITA' DEL PIANTO

S


ieri era così che mi sentivo...

fateci dunque piangere un poco.


Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole:

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!
(Giovanni Pascoli, Le ciaramelle, 32-40, in Canti di Castelvecchio)
postato da: skizofrenic alle ore 08:57 | link | commenti | commenti
categorie: poesia è/e vita
venerdì, 22 giugno 2007

ragiono per isfogar la mente



...Non ti cambia mica il cervello, e non cambia nemmeno la realtà,
i fatti rimangono i fatti,
i dolori i dolori,
le ferite rimangono le ferite,
•
solo che sono fasciate in  modo da fare meno male.

E riesci anche a fare la lavatrice a rifare il letto a lavare i piatti di tre giorni senza poi doverti spalmare sul divano estenuato.
E riesci a non doverti per forza chidere come far passare un altro giorno o cercare rifugio sotto le coperte e nel sonno diurno, doppio, imposto, quello con le coperte sulla testa e i tappi nelle orecchie.
I dolori sono gli stessi dolori.
Ma le ferite fasciate in modo magicamente efficace.

Le tristezze,
le solitudini,

J

 

Restano proprio uguali.

€



quell restano.

II

Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le miei gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.
(...)

IV

Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l’aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente

(...)

VII

Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco, a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.

(...)

(Sergio Corazzini, Desolazione del povero poeta sentimentale)

postato da: skizofrenic alle ore 12:28 | link | commenti | commenti
categorie: chi sono veramente, poesia è/e vita, ragiono per isfogar la mente
mercoledì, 20 giugno 2007

DOMANDE




Che cosa mi ha dato ques'esperienza?

Mi ha dato la fragilità,

l'insicurezza,

la consapevolezza di non essere il centro del mondo e che anzi il mondo può crollare addosso anche a me.


Tutte cose di cui prima, per quanto incredibile possa sembrare,  non avevo l'esperienza.
Persona
forte,
decisa,
determinata,
estremamente orgogliosa,
mai disposta a soffrire inutilmente,
che non spreca lacrime per chi non le merita...

Forse ci voleva...
anzi dopotutto era proprio quello che mi proponevo: una "REGRESSIONE ALL'ADOLESCENZA CHE NON HO AVUTO".

 

postato da: skizofrenic alle ore 11:24 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: domande
mercoledì, 20 giugno 2007

DOMANDE

Come vanno le cose?

Ieri ho preso un 30 con complimenti di pubblico e critica e un bel peso è rotolato via dal mio stomaco "e questo è un dato oggettivo" mi ricorda il grande Amicomatematico.

Come sto?

Temo ancora i mostri,

sento ancora i graffi della solitudine,

spesso passo il tempo libero sotto le coperte...

ma come già dissi il cuore è un puzzle e suoi pezzetti tante piccole calamite, ci vuole tempo

ma un po' di dittamo sparso sulle ferite può aiutare,

amici chimici e amici veri,

qualcuno che ti abbraccia

cene goliardiche con dosi esagerate di budino al cioccolato con gocciole extradark...

chi può dirlo.

postato da: skizofrenic alle ore 08:47 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: domande
venerdì, 15 giugno 2007

personalitĂ  di oggi





ALMOST FAMOUS

 
Sono un Dio dorato!!!!
Õ
(mi dicono che se assunti con alcool alcuni farmaci possono dare delirio di onnopotenza...)
postato da: skizofrenic alle ore 18:44 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: personalitĂ  di oggi
martedì, 12 giugno 2007

poesia è/e vita

Così all'egro fanciullo porgiamo aspersi

di soavi licor gli orli del vaso

succhi amari ingannato ei beve

e dall'inganno suo vita riceve.

'così porgiamo al fanciullo malato

il bicchiere contenente la medicina

con gli orli cosparsi di miele, cosicchè,

ingannato dalla dolcezza

bevva la medicina amara e riceva la salute da questo inganno.'

(Torquato Tasso, Gerusalemme Liberata, I, da qualche parte...

citato a memoria)

La vita è amara, anzi la vita stessa è con le sue amarezze medicina ai suoi ostessi mali, le sue amarezze infatti insegnano e rafforzano come l'amaro rimedio offeto al fanciullo.

Certo per rendere il duro insegnamento della necessità del Male, della Sofferenza e del Sacrificio, il poeta "intesse fregi al ver" "adorna" di poetici diletti la dura verità. 

"Molto egli oprò... molto patì per il glorioso acquisto" 

non è possibile ottenere qualcosa di grande senza soffrire e più la cosa è grande più si soffre.

Clorinda ci rimette le penne e Tancredi se ne tormenta in eterno, ma la di lei morte è il sacrificio necessario che unico permette lo svolgersi della divina missione e il di lui peccato nonostante porti con se atroci sofferenze ne è l'inevitabile e provvidenziale strumento.

Ora forse anche quell'altrui peccato che fa soffrire non solo me e

il sacrificio del mio cuore apparentemente senza colpa sono stati provvidenziali

perche mi hanno aperto nuove e impensate profondità di conoscenza  

e forse porteranno a nuove ed inaspettate dimensioni,

almeno questo canta l'incorreggibile speranza dal fondo più segreto del mio cuore... in ogni caso ho già avuto la mia medicina e il miele.

 

 

postato da: skizofrenic alle ore 12:14 | link | commenti | commenti
categorie: poesia è/e vita, ragiono per isfogar la mente
lunedì, 11 giugno 2007

ragiono per isfogar la mente

 


Sto meglio;

qui non posso rendere l'idea di quanto e di come stessi male in questi ultimissimi giorni, era una cosa fuori controllo che andava solo roiportata entro i limiti.

E' stata un'esperienza un po' traumatica però.
Domenica mattina non ho fatto in tempo ad aprire gli occhi che già mi sentivo lo stomaco in una morsa, il cuore andare per conto suo, la testa bombardata di pensieri aggrovigliati tra loro, il respiro mancare, la voglia di piangere e urlare che ti fa spalancare la bocca e gridare "pietà!"; così  ho deciso di andare in ospedale.
Al reparto di psichiatria ho trovato un medico che mi ha letteralemente trattato come una ragazzina deficiente di 15 anni che va in palla davanti ad un esame...

Dicendomi cose che non direbbe nemmeno un imbecille a uno che arriva lì a dirti "ho un problema d'ansia" , nessuna domanda "tecnica" solo discorsi tipo "ma via sei giovane perchè non esci, non pensare solo agli esami... e va beh sai quanta gente viene mollata"

e poi il paziente psichiatrico sarei io??

Rientro a casa disperato e devastazione dopo l'ennesima volta che credendo di ricevere aiuto ho ricevuto un nuovo colpo (è questo che mi ammazza negli ultimi mgiorni) ma poi il pomeriggio, la razionalità o quello che ne restava mi ha di nuovo trascinato al pronto soccorso e poi al reparto dove ho visto due medici seri che mi hanno fatto un'intervista clinica come deve essere fatta.

Hanno buttato giù una prima diagnosi (che conferma quella che mi ero già fatto da me il che significa che non sono poi cosi senza speranze)
e siccome ero ancora in condizioni di sostanzoiale lucidità non mi hanno schioccato una FLEBO come in genere fanno mi hanno solo dato una leggera dose di ansiolitico.

Non sai che sensazione è sentire il dolore che se ne va... dopo settimane mesi che ti affligge ti strazia non ti lascia mai... e puoi di nuovo rilassarti, ragionare riuscire a non piangere a fare delle cose senza fermartidopo cinque minuti spossato.

Le cose sono ancora uguali a prima non è una paradiso artificiale, sono sempre triste, sono sempre di fronte ad una prova non facile da affrontare in solitudine, ho sempre il cuore spezzato e la convinzione che la storia si possa recupaerare, la preoccupazione dell'altra persona che sono certa avere dei problemi anche più seri dei miei... ma ora non ho più questo dolore che mi spezza in due. Sono sempre io.

Anzi ora sono io, prima no perchè ero solo una persona  devastata dal dolore
postato da: skizofrenic alle ore 11:27 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: ragiono per isfogar la mente
sabato, 02 giugno 2007

ragiono per isfogar la mente

Chiamare le cose con il loro nome.

 

Ieri sera ho assistito ad un delizioso spettacolo teatrale, la rilettura di L'importanza di chiamarsi Ernest di Wilde.

A un certo punto la piccola Cecily ricorda l'importanza di mettere da parte "la maschera delle buone maniere" o delle finzioni di qualsiasi genere dico io, e chiamare le cose con il loro nome:

"Se vedo un badile lo chiamo 'un badile'!" grida alla sua rivale in amore (che risponde "Per mia fortuna posso dire di non averlo mai visto un badile")...

Ora,

dunque,

diciamolo:

ho il cuore spezzato...

postato da: skizofrenic alle ore 13:22 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: ragiono per isfogar la mente

Chi sono

Utente: skizofrenic
"come un cane nella pioggia felice per le strade di quasi Natale, freddo quel tanto che basta, nessuno da salutare" Istruzioni per l’uso del blog: in questo blog parlo di me. Me è costituito da varie personalità che nascono e si presentano o mi dano la possibilità di leggere nella loro mente o di descrivere dall’esterno il mondo in cui vivono (nascita della personalità di oggi, personalità di oggi, esplorazione di personalità, appropriazione di personalità). Esiste comunque qualcosa di certo, l’unità nella varietà, qualcosa che accomuna tutti (chi sono veramente). Esiste sempre una logica ,a tutto c’è una spiegazione e un’interpretazione e spesso fornisco chiavi di lettura (chiavi, pillole di saggezza).

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte