Skizofrènia

"non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"
mercoledì, 30 gennaio 2008

attualitĂ 




.... ALTRO CHE SCIOGLIMENTI....

.... SI LIQUEFACESSERO TUTTI!!!!

S
 
postato da: skizofrenic alle ore 17:49 | link | commenti | commenti
categorie: attualitĂ 
lunedì, 21 gennaio 2008



HO UN'ISTITUTRICE INGLESE.


Lavoro, giorno1.

Ho litigato con un fax che cartofago, imparato a ricevere i clienti, farli "accomodare" e trovare le scuse per il ritardo dei consulenti nel riceverle, a fare finta di conoscere l'inlgese a forza di "hallo!" e "can I help you" di scena , nonchè termini quali 'prima nota', 'fattura' et similia.
Il tutto con istruzioni in inglese e mezz'ora di pausa pranzo durante la quale ingurgitare qcsa che puntualmente mi si piazza sullo stomaco tipo incudine.
La mia istitutrice, Miss Potter, mi parla in inglese e OBBLIGA TUTTI A PARLARMI IN INGLESE because I need practice, mi presenta i colleghi BACCHETTANDOLE PERCHE' MI DIANO IL BUON ESEMPIO:

"Well this il John, one of the teachers, and he surely is looking on internet something about his job isnt'it??

postato da: skizofrenic alle ore 16:55 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: chi sono veramente
venerdì, 18 gennaio 2008

conversazioni




Amico: "ma allora SEI BRAVA!"

Amica: " ma de che.... noooo, non so un tubo... tutto orecchio, fortuna...."

Amico: "dai smettila SEI BRAVA, AMMETTILO"
postato da: skizofrenic alle ore 17:49 | link | commenti | commenti
categorie: conversazioni
venerdì, 18 gennaio 2008

poesi e/è vita


La semplicità è tutto

Peccato che appartenga a pochi
Essere complicati è più semplice
Confondere rende di più
Vorrei essere semplice
La mia confusione non me lo consente
(poesiaoggi.splinder.com)
postato da: skizofrenic alle ore 16:52 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: poesia è/e vita
giovedì, 17 gennaio 2008




HO UN LAVORO
I HAVE A JOB
ICH HABE EINEN JOB
J'AI UN TRAVAILLE
TIENGO UN TRABAJO

@

postato da: skizofrenic alle ore 14:31 | link | commenti (5) | commenti (5)
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lunedì, 14 gennaio 2008




Di ritorno da una cena a base di cous cous di pollo e verdure, pandoro con crema di mascarpone e nutella, vino caldo speziato all'arancia e cantucci, durante la quale, siccome erano finiti i bicchieri, mi è stato servito il VINO A TAZZE DA CAFFELLATTE, mi sento dello SPIRITO giusto per scrivere quattro cazz...ehm.... un post.


SKIZ  E LA RICERCA DEL LAVORO.

L'appuntamento èalle 15,45.
Bestemmio quando capisco che credere di sapere dov'è una via significa aver parcheggiato a 
3 kilometri dal posto che si deve raggiungere.

Arrivo.
C'è qualcosa di stran
o ma non capisco cosa.
Entro.
Ah ecco cos'è.
La musica
La MUSICA DENTRO L'UFFICIO è A-P-A-L-L-A.
Ma veramente a palla.
Tipo discoteca.
La segretaria mi guarda e dice "Buongiorno, è qui per il colloquio? Ha un curriculum".
Mi siedo. Ci sono già due persone.
Suona il campanello, a palla anche lui, per forza, entra una... attempata signorina, sui 35-40, accompagnata dalla mamma.
"Buongiorno è qui per il colloquio? Ha un curriculum?"
Suona il telefono, la segretaria risponde; dopo la prima frase dice "Scusi non la sento".
Il tizio accando a me fa: "Mah! Chissà perchè!!".
Probabilmente è una sottile strategia di marketing, o forse solo una forma di mobbing, o forse ha ragione il buon vecchio Okham: è proprio deficente.

L'annuncio parlava di un'azienda che cerca "per ampliamento del proprio organico" collaboratori per "mansioni varie".
Equivoco.

Arriva, il colloquiatore.
Molto equivoco.
Il classico venditore di fumo ripulito e incravattato.
Chiama la prima candidata.
Il colloquio dura cinque minuti netti.
Arriva il mio turno. Entro.
Faccia id bronzo e sorriso da Jocker.
"E' stato difficile trovarci?"
"NOooo" mento.
Stretta di mano decisa e guardare sempre negli occhi.

Di più non so che fare visto che oltre a chiedermi le esperienze lavorative non mi chiede altro, parla solo lui.

Recita a memoria discorso molto  molto fumoso e che com'è ovvio alla fine non dice nulla, e fissa un secondo appuntamento per UN'INTERA GIORNATA DI INCONTRO CON TUTTI I CANDIDATI.
Che culo...

Il secondo colloquio è alle 17,00.
Va beh, se non altro ho tutto il tempo per raggiungere l'altro capo della città.
Sbaglio strada.
Due volte.
Parcheggio.
Mi avvio. Sono sul ponte e squilla il telefono...
"La chiamo in merito al suo curriculum che ho ricevuto stamattina..."
"Ah, certo mi dica"...
Benone.
Tre appuntamenti in un giorno: due la mattina per il pomeriggio e uno tra il primo e il secondo fissato per dopodomani.

Beh il secondo colloquio è più normale anche se temo che la colloquiatrice si addormenti mentr emi parla "Sa siamo una finanziaria... noi abbiamo a che fare con persone che hanno bisogno di soldi, per cui è necessaria molta pazienza,  vuole... come dire..."
"Predisposizione al contatto col pubblico?"
"Eh sì, decisamente".

E andiamo bene sì.

TO BE CONTINUED

postato da: skizofrenic alle ore 23:58 | link | commenti (1) | commenti (1)
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martedì, 08 gennaio 2008

30 dicembre 2007.

VIAGGIO PER TRIESTE.

EUROSTAR DA BOLOGNA A MESTRE. (continua)

 

Che fare? Cercare di contrastare la corsa irrefrenabile degli anni

Signorina? Sei viva? Come inganni
(meglio per te non essere più viva!)
la discesa terribile degli anni?

ÂŤ

come la signora vestita da ragazzina?

Che fare? Opporsi al progresso e incarognirsi lodando i bei tempi che furono e rimanere inesorabilmente tagliati fuori, miopi sul mondo, parziali, cocciutamente retrogradi e fatalmente perdenti?

Boh.

Io so che la colonna sonora di questo viaggio per me è stata "Valzer per un amore" di De André (e chi la conosce???) , ma canticchiata mica sparata nelle orecchie da un lettore mp3...

Ma chi canticchia più? La gente mi guardava male...

E chissà quanti la conoscono... un valzer...

un motivo che mi ricorda vagamente Edith Piaf (e chi la conosce???)...

un testo che mi ricorda vagamente Petrarca...

mah...

 

Però in effetti una macchina fotografica ci vorrebbe...

µ

per questi alberi lanosi di brina...

Il signore accanto a me spiega che negli ultimi giorni qui la temperatura non è mai salita sopra lo zero.

Il bianco intorno.

Con varie tonalità di grigio.

Ma tutto tende al bianco.

Tutto sembra volersi adattare al bianco.

Anche il marrone della terra, non è mica marrone, sembra non voler stonare.

I filari delle viti e gli alberi che le sostengono file di ulivi dai rami ritorti, i solchi tracciano linee. Le grondaie, i fili della luce, rigano il bianco.

 

Bah, c'è chi fotografa...

e chi mette su carta in altro e più antico modo...

 

Se pareba boves,
alba pratàlia aràba
et albo versòrio teneba,
et negro sèmen seminaba
"Anteponeva a sé i buoi,
bianchi prati arava,
e un bianco aratro teneva
e un nero seme seminava"
(Indovinello Veronese, VIII-IX secolo d.C.) 

 

 

postato da: skizofrenic alle ore 00:49 | link | commenti (3) | commenti (3)
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martedì, 08 gennaio 2008

 

30 dicembre 2007.

t

VIAGGIO PER TRIESTE.

EUROSTAR DA BOLOGNA A MESTRE.

Davanti a me c'è una signora, sui 45 direi, minuta, capelli cortissimi e scuri, niente trucco, vestita da ragazzina (jeans a sigaretta, sneakers, maglioncino a coste con cappuccio), che se ne sta in piedi e fa la vocetta stridula e le smorfiette dicendo "sisi"  con espressione teatralmente innocente o "non l'avevo sentito il cellulare!" con espressione teatral-fintamente dispiaciuto-colpevole, al marito, l'omone seduto alla mia sinistra.

Fa le parole crociate, in piedi, mentre il marito ha lasciato il posto davanti a lei per un attimo, e con la solita vocetta esulta con striduli "Si!Si!Si" ogni volta che azzecca una definizione.   

C'era una ragazza prima, con il cellulare attaccato ad un'orecchio e l'auricolare del lettore mp3 nell'altro. Boh. Io se parlo al telefono e qualcuno mi dice qualcosa non ci capisco più nulla...  Anche prima sul treno che mi portava a Bologna c'era un ragazzino che aveva la musica a palla nelle orecchie giocava con quello che ai miei tempi (e mi tocca dirlo) si chiamava videogioco ora non so, e parlava con i genitori... Boh. Forse mi ci vuole un corso apposito.

Poi... "Ai miei tempi" (aridajje ma è così) al massimo c'era il wolkman... con le pile... e dodici canzoni al massimo...

Ora tutto va a batteria.

E una batteria scarica ci getta nel panico.

Il cellulare, il notebook, a macchina digitale, ...il motorino elettrico.... la scopa rotante... poi cos'altro?... Boh forse il vibratore...ad ognuno la sua batteria... un posto per ogni batteria e ogni batteria al suo posto.

Anche i nostri cervelli tra un po'... ma nemmeno fra tanto... anzi già adesso vanno a batterie... quantomeno si scaricano facilente.

 

 

postato da: skizofrenic alle ore 00:21 | link | commenti | commenti
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lunedì, 07 gennaio 2008

chiavi

Ñ

 

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t'attende dalla sera
in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri

e vi sostò irrequieto.

[

 

come fa l'io narrante ad affermare con così tanta certezza  che la sua intelocutrice non ricorda?



Libeccio sferza da anni le vecchie mura

Þ


e il suono del tuo riso non è più lieto:

 come può "il riso" non essere lieto?


la bussola va impazzita all'avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.

la mancanza di lei e del suo riso rendono impossibile la normale misurazione dello spazio e del tempo

Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s'addipana.

 

fin dall'antichità il filo è stato cosiderato etafora della vita (le parche), della comunicazione, della guida (il filo di Arianna), della storia...

Lei non ricorda; la sua memoria però esiste non è compromessa, ma abita in una diversa dimensione temporale

&



Ne tengo ancora un capo;

Lui la ricorda, conserva ancora il suo capo del filo della memoria, della storia, della comunicazione

ma s'allontana
la casa
e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.

il ricordo sbiadisce, il tempo no ha pietà


Ne tengo un capo;

ma tu resti sola

per sempre


nè qui respiri nell'oscurità.

 



Oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende
rara la luce della petroliera!


Il varco è qui?

tra i due mondi

 

(ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende...).

Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io

 

non so chi va e chi resta.

R

 


 

postato da: skizofrenic alle ore 23:56 | link | commenti | commenti
categorie: chiavi, ragiono per isfogar la mente

Chi sono

Utente: skizofrenic
"come un cane nella pioggia felice per le strade di quasi Natale, freddo quel tanto che basta, nessuno da salutare" Istruzioni per l’uso del blog: in questo blog parlo di me. Me è costituito da varie personalità che nascono e si presentano o mi dano la possibilità di leggere nella loro mente o di descrivere dall’esterno il mondo in cui vivono (nascita della personalità di oggi, personalità di oggi, esplorazione di personalità, appropriazione di personalità). Esiste comunque qualcosa di certo, l’unità nella varietà, qualcosa che accomuna tutti (chi sono veramente). Esiste sempre una logica ,a tutto c’è una spiegazione e un’interpretazione e spesso fornisco chiavi di lettura (chiavi, pillole di saggezza).

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