INCUBI
1
“Già… Ricordo… Si sfogliavano… Sollevando con le dita quella patina bianca e sottile tutta intrisa di parole e allontanandola dalle successive per avvicinarla alle precedenti… Sì ricordo… si seguiva col dito… O con la matita (la penna nooo mai!)… E le parole si potevano toccare, non solo guardare. Niente pulsanti, né cursori. Niente retroilluminazione, né batterie o prese elettriche. Ed erano pesanti e così poco capienti…. Già... e avevano un fascino strano…”
2
“E così il re disse al poeta di corte di scrivere il più bel canto che si fosse mai scritto in onore della principessa. Il giorno del matrimonio il poeta srotolò una lunga pergamena e cominciò a leggere…”
“Signora maeeeestra…?”
“Sììì?”
“…cos’è una pergamena?”
“…è una cosa che si usava per scriverci sopra… come la carta…”
“E cos’è la carta?”
“La carta era una cosa che si usava per scrivere”
“E com’è fatta?”
“Ecco… vediamo… così! Guardate, questo, è un foglio di carta!”
“…”
“E come si usa?”
“Beh, si prende una penna o una matita…e ci si scrive sopra!”
“…”
“Ma dove sono i tasti?”
Di pensier in pensier, di monte in monte...
M
Venerdì sera, uscita con amici econoscenti assortiti.
Seratina piacevole.
A un certo punto arriva un pensiero: "Ma in realtà, A LORO, DI ME, NON GLIENE FREGA NULLA. Non è affetto vero, vero interesse, sono solo occasionali o convenzionali"
Ed è strano capire che, LO STESSO IDENTICO PENSIERO, CON LO STESSO IDENTICO OGGETTO, IN UNA SITUAZIONE ESTERNAMENTE IMMUTATA, lo stesso pensiero che solo qualche mese fa mi avrebbe fatto sentire una fitta allo stomaco, ora genera tutt'al più un aforisma del tipo
"mavvabbéchissene.... vivi e lascia vivere e whatwillbewillbe!"
E' veramente incredibile come LE STESSE COSE, gli stessi oggetti del pensiero, le stesse persone, nella stessa vita, SEMBRINO COSì DIVERSE, SE NEL FRATTEMPO SIAMO NOI AD ESSERE CAMBIATI.
Montagne che diventano granelli di sabbia...
montagne che ti bussano alla porta....
montagne che si sgretolano...
pensieri e angosce che sembravano granitiche, e che di colpo, si polverizzano, si diffondono nell'aria e scompaiono portate da un vento che non si è sentito arrivare...
ma perchè
è così facile
sentire
quando e come arrivano dolore e angoscia
ma
ci si sorprende sempre di come sono sparite?
HAPPY BIRTHDAY TO ME
e
Venticinqu'anni... ed ecco la trentina
inquietante, torbida d'istinti
moribondi... ecco poi la quarantina
spaventosa, l'età cupa dei vinti,
poi la vecchiezza, l'orrida vecchiezza
dai denti finti e dai capelli tinti.
–
Non vorrei risultare monoargomento ma questa la devo proprio raccontare anche se è l'n-esimo aneddoto lavorativo....
Il Capo1 (ovvero LaPuttana) esce dal bagno e dice:
"MA QUANTO SARò BELLO con la camicia bianca?!"
So che non scherza e che non è una battuta.
Prego ogni possibile divinità che non si rivolga a me, perchè so che lo insulterei con la sola espresione del volto e già ho rischiato il licenziamento con il mostruoso ritardo di stamattina.
Grazie all'intercessione di qualche santo non gurda me, ma il Capo3 che passava di lì per caso a raccattare un suo fax:
"O Marco, via, ma quanto sarò bello eh??!!"
"MA...
A ME MI FAI UN PO' CAà..."