Skizofrènia

"non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"
martedì, 26 febbraio 2008

INCUBI

 

 

1

 

“Già… Ricordo… Si sfogliavano… Sollevando con le dita quella patina bianca e sottile tutta intrisa di parole e allontanandola dalle successive per avvicinarla alle precedenti… Sì ricordo… si seguiva col dito… O con la matita (la penna nooo mai!)… E le parole si potevano toccare, non solo guardare. Niente pulsanti, né cursori. Niente retroilluminazione, né batterie o prese elettriche. Ed erano pesanti e così poco capienti…. Già... e avevano un fascino strano…”

 

 

 

 

2

 

“E così il re disse al poeta di corte di scrivere il più bel canto che si fosse mai scritto in onore della principessa. Il giorno del matrimonio il poeta srotolò una lunga pergamena e cominciò a leggere…”

“Signora maeeeestra…?”

“Sììì?”

“…cos’è una pergamena?”

“…è una cosa che si usava per scriverci sopra… come la carta…”

“E cos’è la carta?”

“La carta era una cosa che si usava per scrivere”

“E com’è fatta?”

“Ecco… vediamo… così! Guardate, questo, è un foglio di carta!”

“…”

“E come si usa?”

“Beh, si prende una penna o una matita…e ci si scrive sopra!”

“…”

“Ma dove sono i tasti?”

postato da: skizofrenic alle ore 18:22 | link | commenti (2) | commenti (2)
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lunedì, 18 febbraio 2008

Di pensier in pensier, di monte in monte...

M

Venerdì sera, uscita con amici econoscenti assortiti.

Seratina piacevole.

 A un certo punto arriva un pensiero: "Ma in realtà, A LORO, DI ME, NON GLIENE FREGA NULLA. Non è affetto vero, vero interesse, sono solo occasionali o convenzionali"

Ed è strano capire che, LO STESSO IDENTICO PENSIERO, CON LO STESSO IDENTICO OGGETTO, IN UNA SITUAZIONE ESTERNAMENTE IMMUTATA, lo stesso pensiero che solo qualche mese fa mi avrebbe fatto sentire una fitta allo stomaco, ora genera tutt'al più un aforisma del tipo

"mavvabbéchissene.... vivi e lascia vivere e whatwillbewillbe!"

E' veramente incredibile come LE STESSE COSE, gli stessi oggetti del pensiero, le stesse persone, nella stessa vita, SEMBRINO COSì DIVERSE, SE NEL FRATTEMPO SIAMO NOI AD ESSERE CAMBIATI.

Montagne che diventano granelli di sabbia...

montagne che ti bussano alla porta....

montagne che si sgretolano...

pensieri e angosce che sembravano granitiche, e che di colpo, si polverizzano, si diffondono nell'aria e scompaiono portate da un vento che non si è sentito arrivare...

ma perchè

è così facile

sentire

quando e come arrivano dolore e angoscia

ma

ci si sorprende sempre di come sono sparite?

 

 

postato da: skizofrenic alle ore 20:34 | link | commenti (3) | commenti (3)
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lunedì, 11 febbraio 2008


HAPPY BIRTHDAY TO ME

e

 




Venticinqu'anni... ed ecco la trentina
inquietante
, torbida d'istinti
moribondi
... ecco poi la quarantina

spaventosa, l'età cupa dei vinti,
poi la vecchiezza, l'orrida vecchiezza
dai denti finti e dai capelli tinti
.


Guido Gozzano, da I Colloqui, 1911.



Come sto non mi è chiaro....

Eacco, dunque fin'ora gli unici auguri ricevuti sono stati quelli di Assioma.org (quelli degli annunci di lavoro)...

poi...

Il mio compleanno cade il giorno della Madonna di Lourdes...
va beh sempre meglio di quell'anno in cui era il giorno di Carnevale, mia mamma era in ospedale e la notte un ragazzo che conoscevo si è schianattao in macchina!

boh....

io non ho pubblicizzato la cosa (DOPO I 25 O SI INIZIA A CONTARE ALL'INDIETRO O NON SI FESTEGGIA!)

ma allo stesso tempo mi sembra che manchi qcsa.....

Anche perchè fino
LA SOLITUDINE FORZATA ed
il NEFASTO APPROPINQUARSI DI
S.VALENTINO

CON TUTTO IL SUO CODAZZO DI
COPPIETTE INNAMORATE,
CIOCCOLATINI,
ROSE E VIOLINI SUONATI DAL VENTO

certo non aiutano....

postato da: skizofrenic alle ore 09:10 | link | commenti (8) | commenti (8)
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domenica, 10 febbraio 2008

à
"A notte piena, eravamo quasi in cielo, su l'altipiano persiano, sublime altare del mondo, i cui gradini smisurati portano popolose città.
[...].

–


Ma, a poco a poco, il lucente e caldo sorriso della luna traboccò dalle nuvole squarciate.
E, quando ella apparve infine, tutta grondante dell'inebriante latte delle acacie, i pazzi sentirono il loro cuore staccarsi dal petto e salire verso la superficie della liquida notte.
Ad un tratto, un grido altissimo lacerò l'aria; un rumore si propagò, tutti accorsero...Era un pazzo giovanissimo, dagli occhi di vergine, rimasto fulminato sul Binario.
[...]
Egli teneva fra le mani un fiore bianco e desioso,
il cui pistillo s'agitava come una lingua di donna. Alcuni vollero toccarlo, e fu male, poiché rapidamente, con la facilità di un'aurora che si propaga sul mare, una verdura singhiozzante sorse per prodigio dalla terra increspata di onde inattese.
Dal fluttuare azzurro delle praterie, emergevano vaporose chiome d'innumerevoli nuotatrici, che schiudevano sospirando i petali delle loro bocche e dei loro occhi umidi.
Allora, nell'inebbriante diluvio dei profumi, vedemmo crescere distesamente intorno a noi una favolosa foresta, i cui fogliami arcuati sembravano spossati da una brezza troppo lenta.
Vi ondeggiava una tenerezza amara...Gli usignuoli bevevano l'ombra odorosa con lunghi gorgoglii di piacere, e a quando a quando scoppiavano a ridere nei cantucci giocando a rimpiattino come fanciulli vispi e maliziosi.
Un sonno soavissimo vinceva lentamente l'esercito dei pazzi, che si misero a urlare dal terrore.
[...]
Ma, mentre ci accanivamo, tutti, a liberar le nostre gambe e le nostre braccia dalle ultime liane affettuose, sentimmo a un tratto la Luna carnale, la Luna dalle belle coscie calde, abbandonarsi languidamente sulle nostre schiene affrante.

Si udì gridare nella solitudine aerea degli altipiani:

- Uccidiamo il chiaro di Luna!


Alcuni accorsero alle cascate vicine;

gigantesche ruote furono inalzate,
e le turbine trasformarono la velocità delle acque in magnetici spasimi che s'arrampicarono a dei fili, su per alti pali, fino a dei globi luminosi e ronzanti.
Fu così che trecento lune elettriche cancellarono coi loro raggi di gesso abbagliante l'antica regina verde degli amori!"

Filippo Tommaso Marinetti, Uccidiamo il chiaro di luna", 1909.

postato da: skizofrenic alle ore 23:13 | link | commenti | commenti
categorie: chiavi
martedì, 05 febbraio 2008

 

 

Non vorrei risultare monoargomento ma questa la devo proprio raccontare anche se è l'n-esimo aneddoto lavorativo....

Il Capo1 (ovvero LaPuttana) esce dal bagno e dice:

"MA QUANTO SARò BELLO con la camicia bianca?!"

So che non scherza e che non è una battuta.

Prego ogni possibile divinità che non si rivolga a me, perchè so che lo insulterei con la sola espresione del volto e già ho rischiato il licenziamento con il mostruoso ritardo di stamattina.

Grazie all'intercessione di qualche santo non gurda me, ma il Capo3 che passava di lì per caso a raccattare un suo fax:

"O Marco, via, ma quanto sarò bello eh??!!"

"MA...

A ME MI FAI UN PO' CAà..."

postato da: skizofrenic alle ore 19:29 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: chi sono veramente

Chi sono

Utente: skizofrenic
"come un cane nella pioggia felice per le strade di quasi Natale, freddo quel tanto che basta, nessuno da salutare" Istruzioni per l’uso del blog: in questo blog parlo di me. Me è costituito da varie personalità che nascono e si presentano o mi dano la possibilità di leggere nella loro mente o di descrivere dall’esterno il mondo in cui vivono (nascita della personalità di oggi, personalità di oggi, esplorazione di personalità, appropriazione di personalità). Esiste comunque qualcosa di certo, l’unità nella varietà, qualcosa che accomuna tutti (chi sono veramente). Esiste sempre una logica ,a tutto c’è una spiegazione e un’interpretazione e spesso fornisco chiavi di lettura (chiavi, pillole di saggezza).

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