alba pratàlia aràba
et albo versòrio teneba,
et negro sèmen seminaba
bianchi prati arava,
e un bianco aratro teneva
e un nero seme seminava"
"Però in effetti una macchina fotografica ci vorrebbe...
per questi alberi lanosi di brina...
Il signore accanto a me spiega che negli ultimi giorni qui la temperatura non è mai salita sopra lo zero.
Il bianco intorno.
Con varie tonalità di grigio.
Ma tutto tende al bianco.
Tutto sembra volersi adattare al bianco.
Anche il marrone della terra, non è mica marrone, sembra non voler stonare.
I filari delle viti e gli alberi che le sostengono file di ulivi dai rami ritorti, i solchi tracciano linee. Le grondaie, i fili della luce, rigano il bianco.
Bah, c'è chi fotografa...
e chi mette su carta in altro e più antico modo..."
"L'anno scorso" VS "Ora"
Insensato VS sensato
Distruttivo VS Costruttivo
MA
@ L'anno scorso:
sofferenza gratuita, fine a se stessa, immotivata, un massacro.
SOLO il bisogno di qualcuno e il terrore di restare soli, il TERROR VACUI
L'amore che strappa i capelli
e che
è perduto ormai...
Quello che ormai fa SOLO male...
Quello che NON ha più senso ma te ne accorgi solo DOPO MOLTO... o dopo aver recuperato in tutto o in parte la salute mentale.
@ ORA:
l'amore che fa male sì,
ma che HA UN SENSO E UN FUTURO e fa male come la vita, come le cose profonde e vere che destano sempre in noi timore e stupore, "estasi e tormento" di michelangiolesca memoria...
Se l'Amore fa male non è Amore?...
...il discrimine è IL SENSO
Totò non può sentire. Un lento male indomo
inaridì le fonti prime del sentimento;
l'analisi e il sofisma fecero di quest'uomo
ciò che le fiamme fanno d'un edificio al vento.
Ma come le ruine che già seppero il fuoco
esprimono i giaggioli dai bei vividi fiori,
quell'anima riarsa esprime a poco a poco
una fiorita d'esili versi consolatori...
"Tutto mi spiace che mi piacque innanzi!
Ah! Rimanere qui, sempre, al suo fianco,
terminare la vita che m'avanzi
tra questo verde e questo lino bianco!
Se Lei sapesse come sono stanco
delle donne rifatte sui romanzi!
Vennero donne con proteso il cuore:
ognuna dileguò, senza vestigio.
Lei sola, forse, il freddo sognatore
educherebbe al tenero prodigio:
mai non comparve sul mio cielo grigio
quell'aurora che dicono: l'Amore..."
[...]
Giunse il distacco, amaro senza fine,
e fu il distacco d'altri tempi, quando
le amate in bande lisce e in crinoline,
protese da un giardino venerando,
singhiozzavano forte, salutando
diligenze che andavano al confine...
M'apparisti così come in un cantico
del Prati, lacrimante l'abbandono
per l'isole perdute nell'Atlantico;
ed io fui l'uomo d'altri tempi, un buono
sentimentale giovine romantico...
Quello che fingo d'essere e non sono!
(Guido Gozzano, "La signorina Felicita")
®
La frase "ti amo" non dovrebbe MAI essere seguita da un "però"...Solo da un punto, fermo, certo, ben ancorato alla certezza.
Ma non viviamo in un mondo perfetto...
e tutti possiamo avere dei dubbi
E pure se ora tutti mi dicono
di lasciar perdere
io no.
Io CI CREDO che mi ami, CI CREDO che stai male, CI CREDO che sono paura e senso di colpa che ti hanno fatto dire cose che sembrano frasi fatte, scuse per indorasre pillole amare...
solo NON POSSO E NON VOGLIO CREDERE, che tu non voglia afforntare e risolvere i problemi.
Tutti mi dicono di lasciar perdere, che non vale la pensa, che mi racconti ca##ate ed è facile quando i sentimenti sono quelli degli altri...
ma io CI CREDO A QUELLO CHE HAI DETTO.
IO LO SO IO TI CONOSCO ... almeno quanto basta... io SO quello che sei o meglio... NE HO IL SENTORE.
Il tuo vero essere è ben nascosto.
Io SO che SEI UNA PERSONA CHE HA SOFFERTO, e che dato che di fronte alla sofferenza reagiamo DIFENDENDOCI COME POSSIAMO, QUELLO che SEMBRI, quello dùceh di te APPARE ALL'ESTERNO, non già quello che sei veramente SIA IL RISULTATO DI UN PROCESSO DI AUTODIFESA NON IL TUO VERO ESSERE.
Io quando ho dovuto affrontare le isterie di mia madre, la sua depressione post parto mai curata, l'aggravarsi di questa dopo la diagnosi di tumore, io, che allora andavo all'asilo, e da allora in poi, ho reagito crescendo in fretta, diventando una persona matura, un po' triste, intelligente, seria e INCAPACE DI ODIARE.
Credo che tu invecehai reagito COSTRUENDO INTORNO A TE UN MURO che ti fa SEMBRARE UNA PERSONA INSENSIBILE.
Ma è il MURO il problema NON TU.
E IL MURO SI ABBATTE...
...e anche se non per me... per te.
...sbaglierò...
sarò completamente imbecille...
sarà sta maledetta bontà....
sta sindrome della crocerossina o dell'analista....
sarà amore...
sarà che il mio poeta preferito è Tasso e sta storia è molto molto tassiana...
non lo so...
so solo che
NON VOGLIO CHE FINISCA.
¸
Film: Persepolis, regia: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud.
Film d'animazione tratto dall'omonimo fumetto al quale si mantiene fedele, abbgastanza, almeno tanto da non scatenare le mie ire, cioè senza snaturare l'idea di base, senza tagliare parti fondamentalissime. Senza superare troppo quel limite "fisiologico" di tagli necessario a tutte le pellicole tratte da un antecedente cartaceo. Alcuni particolari comunque per me avrebbero meritato di essere inseriti, la governante della piccola Marji, una ragazzina poco più grande di lei, figlia di contadini, analfabeta, che mangia in cucina e quando si innamora del vicino si finge figlia della famiglia per cui lavora. Lo stesso elemento del benessere economico in cui vive la famiglia della protagonista, più volte sottolineato nel fumetto, "mi vergognavo della cadillac con i vetri scuri di mio padre", la vita nei quartieri alti, il salvarsi dalle angherie dei "guardiani della rivoluzione" grazie alle mazzette non è abbastanza sottolineato nel film. Meritavano certamente più attenzione le letture infantili della protagonista i suoi dialoghi con esseri soprannaturali e personaggi storici (non solo Dio...), le sue considerazioni (quella straordinaria "era strano notare come Dio e Marx si somigliassero... forse Marx er aun po' più riccio"), Le parolacce della nonna ("sei diventata così grande che tra un po' gratterai le palle a Dio")... molto istruttivo comunque
!
MA SENTI TE CHE INTRODUZIONE PER DIRE STA STR####A!
Quando i Romani invocavano una divinità, ad esempio Giove, la invocavano elencando tutti i suoi possibili appellativi: 'Giove tonante, Giove Ottimo Massimo, Giove Padre di tutti gli dei...' e, alla fine, per evitare di offendere il dio avendo dimenticato uno dei suoi attributi, concludevano sempre con 'o comunque ti piaccia essere chiamato'.
Erano un pochetto superstiziosi. Gli dei d'altra parte erano davvero molto molto suscettibili (.... voglio dire con tutti i problemi che c'erano allora nel mondo, fulminare uno o mnadargli una pestilenza perchè si dimentica un aggettivo mi sembra un po' esagerato.... ma va beh...) e i Romani ne temevano l'ira; di quello noti e anche di quelli ignoti, già perchè sta a vedere che in qualche parte del mondo ci fosse stato un popolo, che loro non avevano ancora conosciuto (o conquistato) e che quel popolo avesse un dio, e che siccome i romani non lo pregavano, si incazzasse e li fulminasse tutti?!
Allora, per porre rimedio, sti fenomeni di romani, avevano anche un tempio dedicato "al dio che non conosciamo".
Ecco, tutta questo preambolo per introdurre una bestemmia, o moccolo, come si dice qui. Quello da me staccato giovedì scorso, contro ogni divinità nota e ignota alla notizia che il mio week end romantico era andato a monte.
Da lì in poi hanno iniziato ad arrivare pessime notizie dall'interno.
Sarà l'ira divina???....Beh me la sono cercata in effetti...