"L'orror, la crudeltà, la tema, il lutto,
van d'intorno scorrendo, e in varia imago
vincitrice la Morte errar per tutto"
(Tasso)
Vedere gente in fila difronte a bagni improvvisati, con in mano carta rimediata, vestita di panni rimediati, che riceve in fila manciate di biscotti e bicchieri di latte, in fila sotto gli ombrelli, addormentati in stanzoni insieme a sconosciuti, dando le spalle all'imbarazzo.
Nel 2009.
Come durante la guerra nei Balcani,
come in campi nomadi che stano sotto casa ma che, chissà perchè ci sembrano lontani,
come in posti che riteniamo spazialmente e temporalmente altri.
Qui.
Sotto casa.
In Abruzzo.
Gente come noi, che fino a l'altro ieri faceva una doccia al giorno, si cambiava la biancheria quotidianamente, si pettinava davanti a uno specchio, telefonava e navigava su internet, aveva pudore nel mostrarsi in pigiama, in ciabatte o in disordine, ora denudata in diretta di tutta la fragilità dei più elementari bisogni.
Gente costretta ad allungare le mani per una manciata di biscotti.
A mostrarsi mentre mangia più avidamente di quanto vorrebbe una razione rimediata guardandosi intorno con sospetto come qualsiasi altro animale.
"Dal sonno alla morte è picciol varco"
disse Tasso e infatti...
..."Tale è lo stato mortale" ...formiche, cade una mela dall'albero ed ecco...
"Or tutto intorno una ruina involve
ove tu siedi o fior gentile
e quasi i danni altrui commiserando
al ciel di dolcissimo odor mandi un profumo
che il deserto consola"
(Leopardi, La Ginestra)