dal 27 giugno 2007
...fateci dunque piangere un poco.
Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole:
sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!
(Giovanni Pascoli, Le ciaramelle, 32-40, in Canti di Castelvecchio)
A VOLTE RITORNANO.
ovvero
dal 29 gennaio 2006:
"SULLO SPRECO
È un vero spreco.
È un’inutile crudele immotivato spreco.
Fenomeno esistente in natura, certo, lo spreco: gli alberi producono splendidi frutti che nessuno coglie, mentre in altri luoghi del cosmo qualcuno soffre la penuria di cibo; i fiumi straripano, sommergendo ed annegando con enormi quantità di acqua che può solo distruggere e non dissetare.
Fenomeno pienamente naturale sì, ma profondamente ingiusto, come tanti altri, anzi, veramente perfetto nella sua ingiustizia, di una coerenza spietata con la leopardiana concezione della natura matrigna.
Ci sono cose al mondo per le quali non esiste una ragione.
Una di queste è perché alcune persone siano sole.
Non accade certo per loro volontà, visto che di solitudine si muore; né per la cattiveria altrui o per qualche crudele accanimento del destino, perché nessuno è così crudele, nemmeno il destino; tuttavia accade.
Non a tutti però; solo ad alcuni, per qualche oscuro motivo, che sembrano predestinati alla solitudine.
Sono quelli che hanno amici e li perdono o scoprono che non erano tali; poi incontrano persone nuove che però rimangono sempre sospese nel limbo dei “conoscenti”, quella strana razza fatta di uomini e donne con cui attacchi discorso in una sala d’attesa o che incontri ogni mattina al bar in cui fai colazione, e che saluti, ma di cui non conosci il nome, il carattere, la storia. Quando li incontri la prima volta non sai se presentarti o no, quando li incontri la seconda e la terza volta non sai se fare conversazione o limitarti ad un saluto di circostanza, perché sai che forse domani non le rivedrai. I “conoscenti” infatti non hanno obblighi, vengono e vanno, e cono loro non ci si devono fare illusioni.
Le persone sole spesso non lo sembrano; non vogliono apparire tristi , perché la tristezza allontana gli altri; anzi spesso sono allegre, simpatiche, capaci, efficienti; spesso ammirate e addirittura invidiate per le loro attitudini, ma nascostamente, paradossalmente sole.
Che crudele immotivato spreco di calore umano, di comprensione, di pace
la solitudine. "
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J E